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Racconti di Viaggio
Oct
19
2009
Viaggio di nozze di Marzia e Giovanni 14/06/09 – 1/07/09
Ia orana

Isole visitate: Tahiti, Moorea, Raiatea, Tahaa, Bora bora, Rangiroa e Fakarava.
Pensioni/hotel: Le mandarin, crociera sul Gulliver, Pension Bounty, Pension Havaiki.

Dopo quasi due anni di organizzazione è finalmente arrivato il momento di partire per la Polinesia. Il mio racconto è molto lungo, forse troppo dettagliato, ma credetemi, ci sono cose che non sono riuscita a descrivere!!

14/06/09
Partendo da Catania siamo stati costretti a fermarci un giorno a Parigi per evitare di perdere la coincidenza. Eravamo già stati in questa splendida città e il ritornarci, anche solo per passeggiare sotto il sole, è stato veramente piacevole.

15/06/09
Dopo innumerevoli controlli ai passaport e un po’ di attesa riusciamo a prendere il nostro volo Air Tahiti Nui, ore 11:30, dall’aeroporto Charles de Gaulle, e dopo 23 ore di volo siamo finalmente arrivati a Papeete.
Il volo è in effetti un po’ pesante, soprattutto a causa dell’aria condizionata al massimo, ma vedere i polinesiani con il loro ukulele e con i loro profumati fiori e dimentichi già tutto.
Abbiamo pernottato all’hotel Mandarin, l’ambiente è carino, molto comodo per visitare il giorno dopo i dintorni.

16/06/09
Non ricordo di aver letto da nessuna parte quanti galli ci sono in Polinesia... mamma mia, non fanno altro che cantare! Ma tutto sommato siamo riusciti a dormire tutta la notte e alle 5:30 eravamo già giù dal letto. Colazione poco abbondante all’hotel e siamo andati alla ricerca del mercato. Si trova proprio a due passi dall’albergo; se devo essere sincera me lo aspettavo diverso, magari un po’ più grande, e poi molti stand erano chiusi, non so perché. Ho comprato un bel pareo e fatto un po’ di foto di rito.
Alle 9:30 abbiamo preso il catamarano Aremiti che in 30 minuti ti porta comodamente a Moorea. Lì abbiamo affittato marziasmall01una macchina e fatto un bel giro dell’isola. Già il primo impatto è stato stupendo, proprio come ce lo aspettavamo, quei toni verdi e azzurri che cambiano di continuo e ti lasciano a bocca aperta, neanche la più potente macchina fotografica può rendergli giustizia!
Per prima cosa abbiamo fatto una sosta nella spiaggia pubblica... Ragazzi che meraviglia, una distesa di sabbia bianca, palme attorno e solo 3 persone oltre noi!
Il tempo di un bagno e di un primo approccio allo snorkeling e poi ci siamo rimessi in moto. Lungo la strada abbiamo trovato un piccolo market, abbiamo preso una baguette con prosciutto e formaggio e ci siamo fermati a mangiare lungo la splendida Baia di Cook. Abbiamo anche aperto un cocco, la prima volta non è per niente facile farlo, ma con un po’ di allenamento poi si fa davvero in fretta.

Alle 13:30 eravamo già nella zona di Tiahura, dove mi attendevano i delfini dell’hotel Intercontinental. Lo so che sono in cattività, hanno fatto pena anche a me, ma era il mio sogno fare il bagno con loro, accarezzarli e dargli un bel bacio... non ho resistito. Già dall’Italia avevo prenotato l’escursione “experience” e alla cifra di €150 (mica pochi) ho realizzato il mio sogno.
Lungo la strada del ritorno abbiamo mangiato un buon gelato e siamo ritornati verso il porto. Le giornate durano davvero poco, così non siamo riusciti a vedere tutto di Moorea, mi sarebbe piaciuto andare almeno al Belvedere, ma non volevamo rischiare di perdere il traghetto.
Alle 18 eravamo già in albergo, una bella doccia e siamo andati a cercare un posto dove mangiare. Avevo sentito parlare delle roulotte di Place Vaiete, quindi siamo andati a dare un’occhiata e in effetti il posto ne valeva la pena. Abbiamo preso dell’ottimo pesce spada (io) e del tonno (Giovanni) alla griglia con patatine e salsa barbecue, acqua e coca e tutto a soli 2300 franchi (neanche 20 euro). Alle 21... tutti a nanna!

17/07/09
Stamattina alle 4:30 ci vengono a prendere per portarci all’aeroporto. Se posso dare un consiglio a chi ancora deve partire, conviene evitare di pagare la colazione del giorno della partenza, perché la maggior parte delle volte non si arriva a farla e sinceramente pagare 11 euro per una colazione a dir poco scarsa (al Mandarin, si intende) non ne vale la pena. In effetti il giorno prima Giovanni aveva chiesto delle uova che abbiamo dovuto pagare extra, mentre il giorno dopo non ci hanno voluto rimborsare i soldi della colazione di cui non abbiamo potuto usufruire.
Oggi è iniziata la nostra vera luna di miele. A Raiatea, dopo appena 45 minuti di volo, ci attendeva Michele con il suo Gulliver. Non ci sono parole per descrivere questa settimana, niente è lasciato al caso, neanche le grandi navi da crociera possono competere con l’eccezionale ospitalità che si respira sul Gulliver. E’ anche vero però che ci vuole un po’ di spirito da bravo turista, se si pretende la doccia calda tutti i giorni, se si ha difficoltà ad accettare regole e convivenza con altre persone, meglio andare in albergo, magari non in Polinesia, così non si rovina la vacanza a qualcun altro!!!
Arrivati a Raiatea Michele viene a prenderci con la sua bella macchina in affitto. Lo riconosco subito, l’avevo visto su alcune foto, ma tanto aveva la tipica faccia da marinaio e una bella casacca con la scritta Gulliver. Arriviamo al porticciolo, Michele ci fa togliere le scarpe (per marziasmall02una settimana) e iniziamo a prendere confidenza con la barca.L’altra coppia arriverà tra circa un’ora, noi intanto svuotiamo i bagagli. Fortunatamente non avevo portato tanta roba, non ce n’è davvero bisogno. Abbiamo la camera di prua, piccola, indispensabile, una mensola ciascuno dove mettere i costumi, un pareo, dei copri-costume e la macchina fotografica... nient’altro.
Bruno e Annunciata arrivano puntuali con i loro valigioni. Sono di Milano, non sono in viaggio di nozze, sono già belli cresciuti e d’impatto la cosa ci spaventa un po’, ma è bastato scambiare due parole e abbiamo subito capito che sarebbero stati degli ottimi compagni di viaggio.
Si parte alla visita di Raiatea. Abbiamo iniziato dal mercato, molto curato, più bello di quello di Papeete, diversomarziasmall03, forse lo definirei “elegante”. Michele ha iniziato a riempirci di nozioni, un’enciclopedia vivente quell’uomo! Frutta colorata e dai nomi difficili da ricordare, sculture in legno tipiche delle Marchesi, foglie intrecciate a creare oggetti straordinari e poi ancora madreperla lavorata in tutte le salse. E’ già ora di pranzo, ci siamo fermati in un localino dove Michele era davvero di casa e abbiamo mangiato un po’ di cose tipiche, tutto a base di pesce squisito e tanta frutta e verdura, il tutto accompagnato da una fresca acqua di cocco... Slurp!
Subito dopo pranzo facciamo un giro dell’isola, alla scoperta della florida vegetazione (e qui siamo in inverno!). Ananas, cocco, papaya, rambutan, carambol, uru, orchidee, erba sensitiva, erba moquette, tiarè e frangipane... e chi più ne ha più ne metta!
Il nostro giro si conclude al marae internazionale e con una capatina veloce all’aeroporto, per vedere nello stagno le famose anguille sacre dagli occhi blu.
Veloce doccia fredda sul pontile del molo e ci prepariamo per la cena. Il nostro capitano non ci fa alzare un solo dito e in quattro e quatt’otto riesce a preparare una cena coi fiocchi (e siamo solo all’inizio). Forse non dovrei svelare i trucchi culinari di Michele, ma non resisto, devo descrivervi i piatti che ci hanno deliziato durante la settimana. Stasera degli ottimi gamberi al curry accompagnati da riso tahilandese e banane fei, per finire un ottimo corasol (frutto delizioso). Alle 21 siamo già cotti a puntino e ci ritiriamo nella nostra cabina.

18/06/09
Questa sì che è una colazione: latte, caffè, tè, marmellate, burro, c’è persino la nutella, e poi ancora pane di cocco e tanta frutta: papaya, bananite, ananas, carambol e frutto della passione.
Poi si parte per Tahaa. La giornata è splendida, niente vento né nuvole. Prima tappa motu Seran (o qualcosa del genere). Michele “posteggia” la sua bella barca al largo del motu, prepara la scaletta e ci tuffiamo nel turchese. Facciamo una bella nuotata, qua e là incontriamo qualche bel pesciolone e ci avventuriamo nel motu. Apriamo un bel cocco, facciamo un giro all’ombra delle palme e torniamo in barca dove ci attende l’acqua di cocco e un pranzo squisito: tonno rosso all’aneto e pepe rosa, accompagnato da tajin con mandorle, ananas e gamberi.
marziasmall05Dopo pranzo, ci siamo trasferiti sull’isola, in particolare nella baia di Hamene che ospita la fondazione Hibiscus. C’erano quattro bellissime tartarughe, tutte in via di guarigione.
Abbiamo preso un aperitivo al tramonto e i miei amici Bruno e Annunciata non dimenticheranno mai la mia faccia quando un piccolo, minuscolo geco, si è arrampicato nel mio bicchiere per bere il succo d’ananas che avevo ordinato!
Tornati in barca i nostri uomini cercavano di pescare qualcosa e noi donne ci siamo messe a poppa ad ammirare le stelle. Nel frattempo il nostro chef cucinava dell’ottimo marley alla mediterranea e uru. Avevo richiesto un dolce così abbiamo terminato la cena con un ottimo dessert a base di banane, crema, biscotti, rum e l’immancabile vaniglia.
Come ogni bravo polinesiano, giusto il tempo di quattro chiacchiere e poi si va a letto.

19/06/09
Stamattina abbiamo salpato l’ancora in direzione del giardino di corallo al motu Tau Tau. Oggi è toccato a me timonare il bel Gulliver, ma sempre a motore acceso, niente vento, solo tanto bel sole cocente. Non appena siamo arrivati nelle vicinanze del motu mi accorgo subito del cambiamento di colore dell’acqua, qui non è mai uguale, cambia da un posto all’altro e non si riesce a capire dove è più limpida e azzurra.
Viene a prenderci Norbert, il simpatico polinesiano con l’ukulele che guida la sua barchetta con il piede!
Ci ha portato sulla “sua” isola... il bravo Michele ci ha spiegato che quando i parenti di Norbert hanno venduto l’isola all’hotel (il Private Island), lui non era d’accordo e ha deciso di trasferirsi lì. Si è creato una zona tutta sua nella parte più bella dell’isola e come vicini di casa ha gli ospiti dell’albergo! Ma non credo gli diano fastidio, in effetti i VERI turisti a mare neanche scendono,preferiscono la piscina!... Siamo arrivati in quel paradiso terrestre, in quella giostra di pesci e non c’era nessuno in acqua..beh meglio così per noi!
Il giardino dei coralli è una zona ricca di coralli, dove l’acqua bassa ti consente di vedere dei colori eccezionali. Una leggera corrente ti trasporta in questo passaggio tra motu, detto hoa, e ti porta dal reef alla laguna... eccezionale, forse la cosa che più mi è piaciuta della Polinesia.
Oggi abbiamo pranzato un po’ tardi, verso le 14:30, quindi dopo abbiamo dovuto fare tutto un po’ in fretta. Il capitano ci ha portati in Marocco oggi, con un cous cous di carne mica male! Nel diario di bordo del Gulliver ho letto di una coppia che credeva che Michele usasse i “quattro salti in padella”, in effetti è troooooppo bravo ai fornelli, dev’esserci qualcosa sotto!
Il pomeriggio siamo scesi a terra dalla famosissima Mama Naumi, che ci ha accolti con il suo dolce sorriso e con tantissimi regali.
Il tempo era un po’ minaccioso, così siamo tornati presto in barca. Solo un breve acquazzone, così ne ho approfittato per dare un’occhiata ai depliant di Ludovica (che purtroppo non abbiamo conosciuto) che mostrano come indossare i pareo.
La sera cena a base di pesce pappagallo e patate dolci e un’ottima macedonia al latte di cocco.
Come sempre alle 21 circa Michele “ci butta tutti fuori” e si va letto.

20/06/09
marziasmall07Stamattina salutiamo la splendida Tahaa e ci dirigiamo verso Bora  Bora. Abbiamo fatto una leggera colazione e abbiamo affrontato l’oceano. In effetti c’erano pochissime onde, ma un po’ di fastidio l’ho provato comunque, ma il buon Michele ha acceso la radio, ci siam messi a cantare e la  traversata non è stata poi così male. Poi abbiamo anche visto i delfini, che meraviglia, e ho dimenticato tutto.
Arrivati a Bora si respira un’aria completamente diversa. Ci sono barche, persone, devo dire anche pochi pesci e scarsa visibilità in alcuni punti, ma il colore dell’acqua è veramente marziasmall08eccezionale.
Giusto il tempo di un bel bagno rinfrescante e poi oggi la cara pastasciutta all’italiana!!!
Dopo tanto tempo oggi abbiamo fatto un bel “bagno”... quello con bagnoschiuma e shampo... direttamente a mare, di fronte al Bloody Mary...è una sensazione davvero strana, ma a pensarci bene, sempre acqua è!Siamo scesi a terra a bere qualcosa nel più famoso locale di Bora. Veramente carino, volendo si poteva rimanere anche a cena lì, ma è così intimo stare sul Gulliver che alla fine abbiamo deciso di tornare in barca.
Cena con tonno bianco al ginger e uru fritto, e ancora una splendida notte cullati dalle onde.

21/06/09
Oggi ci siamo diretti verso la zona “residenziale” di Bora, vicino ai turisti insomma. Abbiamo attraversato una zona con acqua non più alta dei 3 metri con colori da piscina, surreali. Abbiamo fatto un tuffo, ma di pesci neanche l’ombra, poi la visibilità era molto scarsa, forse a causa della vicinanza di altre barche e di moto d’acqua. Siamo scesi su un piccolo motu, ma c’erano troppe zanzare e avevamo paura che ci fossero anche dei cani, così ci siamo diretti in fretta verso il reef a dare un’occhiata. La barriera era a non più di 4 metri, abbiamo fatto un bagno veloce tra quelle piscine naturali e poi siamo tornati in barca. Comunque il mare qui non era per niente bello, anzi siamo passati da una zona piuttosto “paludosa” (sembrava Rimini) dove abbiamo anche incontrato delle meduse, che a quanto pare in Polinesia non ci dovrebbero essere.
Pranzo squisito anche oggi: paté di pesce spada, banane fei avvolte nella pancetta, carpaccio di tonno e taroa fritto (un tubero, tipo patata) e per finire mousse al cioccolato. Col nostro bel gommone siamo poi andati alla fossa delle mante (ex, visto che di mante ormai non ce n’è più) e abbiamo fatto un po’ di snorkeling. Michele ha portato un po’ di pane ed è bastato scendere in acqua per ammirare un’infinità di pesci. Non sono per niente un’esperta, ma c’erano davvero tanti pesci colorati, anche un pesce palla giallo. Bruno e Annunciata avevano sia la macchina fotografica, sia la telecamera subacquea, quindi speriamo che sia venuto qualcosa. Mentre eravamo lì, è arrivato un barcone di giapponesi, sicuramente un tour organizzato da qualche albergo. Sono stati in acqua non più di 5 minuti, con i salvagente e chissà quanti bei soldoni avranno sborsato! Noi invece con il nostro bel capitano che ci aspettava, siamo stati in acqua almeno un’oretta, e solo poco prima del tramonto siamo tornati in barca. Ci siamo diretti allora verso lo Yachting club, dove abbiamo finalmente fatto un bel bagno con acqua calda. Per cena oggi il tasard alla vaniglia e delle bananine caramellate come dolce.

22/06/09
Il nostro ultimo giorno in barca è iniziato, ma meglio non pensarci.
La mattina abbiamo deciso di andare in centro, a fare un po’ di shopping, nel senso che noi donne volevamo comprare delle perle e ci siamo riuscite. L’Heiva non è ancora cominciata ma già in giro ci sono i primi stand e il mercatino artigianale.
Mentre aspettiamo che ci montino i nostri gioielli ne approfittiamo per fare anche un po’ di spesa e per prendere un gustoso dolce in un piccolo bar.
Tornati in barca, pranzo giapponese con sashimi di tonno e varie salse. Devo dire che non sono un’appassionata né di tonno né di pesce crudo in generale, ma com’è che in Polinesia è tutto buono?!?
Pomeriggio invece facciamo una bella passeggiata fino a Punta Matira, la spiaggia più bella di Bora. Beh in effetti mi marziasmall11trovo d’accordo con la pubblicità fatta al luogo. Quella vista a Moorea era sicuramente più ampia come spiaggia, ma qui i colori erano davvero eccezionali. Peccato solo che si avvicinava il tramonto e che passava di tanto in tanto qualche nuvola minacciosa. Ma per fortuna non ha piovuto e ci siamo goduti al massimo quella spiaggia da depliant.
Domani purtroppo si parte, quindi siamo tornati verso lo Yachting club e abbiamo ormeggiato lì per la notte. Come ultima cenetta, lo chef ci ha preparato il piatto nazionale: poisson cru al latte di cocco... una prelibatezza, lo vorrei rifare per i miei amici, giusto per farli morire di invidia ancora un po’, ma mi sa che non verrà mai buono con il nostro tonno rosso mediterraneo e soprattutto senza Michele ai “fornelli”.

23/06/09
Oggi giornata triste, salutare Michele è stato davvero traumatico. Va bene che ancora abbiamo una settimana e due isole da vedere, va bene che rivedremo Bruno e Annunciata a Fakarava, ma Michele, il suo Gulliver... ricordi infiniti che ci rimarranno nel cuore.
Arrivati a Rangiroa siamo ancora un po’ tristi. Alain viene a prenderci in aeroporto e con un'altra coppia di italiani (Paolo e Francesca) arriviamo in poco tempo al Bounty. La pensione non è male, curata, pulita, vicino al mare, un po’ impersonale dal punto di vista architettonico, ma l’atmosfera che si respira è calorosa e divertente. Ci sono altri due italiani e una famigliola francese. E’ già ora di pranzo e con le bici in dotazione della pensione andiamo verso il molo, dove a quanto pare c’è uno snack. Rangiroa è diversa dalle isole della società. Vegetazione completamente diversa, abbandonata, tanti cani e io sono una fifona!
In effetti finora era tutto come me l’aspettavo, ma Rangiroa me l’aspettavo diversa e forse un po’ mi ha deluso.
Lo snack si trova proprio sul molo, un ambiente piuttosto spartano, ma molto comodo, ci siamo tornati altre volte e abbiamo mangiato bene e abbondantemente senza spendere troppo.
Pomeriggio siamo scesi al mare. Sapevo già che a Rangiroa non c’erano spiagge, ma la pensione è proprio attaccata al Kiaora quindi c’è una piccolissima spiaggetta che si può utilizzare tranquillamente. Il mare comunque è molto bello, abbiamo visto una bella murena e una piccola razza leopardo. Poi abbiamo fatto un giro in bici, ma i delfini alla passe non si sono presentati.
Il bello delle pensioni è che la sera a cena si mangia tutti insieme; è un bel modo di condividere le esperienze con gli altri e di organizzare magari per il giorno dopo qualcosa da fare insieme. Infatti ci siamo messi d’accordo per andare alla Laguna blu.
Anche qui ottima cucina con pasta, pesce alla griglia, fresco e abbondante, e il dolce. Alle 21 tutti a letto, se no Alain poi ci rimprovera!

24/06/09
Prima colazione abbondante, non certo come quella del Gulliver ma non ci possiamo lamentare, e poi vengono a prenderci e ci portano al molo. Ci aspetta un’ora di barca, ma all’interno della laguna, sarà una passeggiata, penso... e invece no! La laguna non è certo come quella delle altre isole visitate, è un vero e proprio oceano nell’oceano, blu, profonda e con le onde. Oggi c’è anche un po’ di vento. Ma è stato davvero divertente, i ragazzi che organizzano l’escursione ti fanno posare tutto all’interno di una piccola stiva così non si bagna niente, tranne tu!! Fanno gli spericolati con quel motoscafo e fanno di tutto per farti saltare con il motore al massimo. Siamo arrivati tutti bagnati, tra le risate generali. Arrivati in questa laguna nella laguna iniziamo a vedere l’attrazione del luogo: i piccoli squaletti pinna nera che appena metti il piede in acqua scappano spaventati. Aspettiamo che tutto il necessario venga portato a terra e con una più piccola barchetta ci trasferiamo al motu di fronte. I colori sono eccezionali, non c’è nessun altro a parte noi e il posto è davvero un paradiso terrestre, di quelli che tutti noi amanti del mare sogniamo.
marziasmall13In acqua bassa eravamo circondati di squaletti e abbiamo visto anche tre razze, ma in acqua più profonda niente, neanche un pesce, ed è stato un po’ deludente visto che tutti dicono che Rangiroa è un paradiso subacqueo.
Ritorniamo poi sul motu principale dove i ragazzi avevano preparato un pic-nic classico, con pesce alla griglia, il solito squisito tonno, il poisson cru, il pane al cocco e tanta frutta. Tutti gli scarti del cibo li hanno buttati in acqua, dove si è creata una vera e propria mensa per gli squali, e iniziano ad arrivare anche quelli un po’ più grandi.
La giornata arriva al termine, saliamo in barca, ma stavolta non ci fanno posare tutto... scusate ma dove stiamo andando???
Ci avviamo verso la laguna e fermano di nuovo la barca…siamo attorniati di squali, quelli grandi stavolta... io pensavo che non si facesse più lo shark-feeding invece, come già ci aveva spiegato Michele, qua tutti se ne fregano. Mentre gli squali si affollano attorno alla barca, ci dicono di scendere in acqua, ma io non trovo il coraggio, si butta solo Giovanni, e già mi vedevo vedova… Non credo che ci sia qualcosa di pericoloso nel nuotare con questi squali di barriera, ma iniziavano a nuotare sempre più velocemente e tutti sono schizzati via dall’acqua. Alla fine uno dei ragazzi è anche riuscito a prenderne uno e salirlo sulla barca per farcelo accarezzare, lo ha stordito con un colpo alla testa e mi ha fatto davvero tenerezza, non si dovrebbero fare queste stupidaggini per far divertire i turisti.
Al rientro, sempre saltando sulle onde, ci hanno fatto fare un’ultima esperienza. Ti lasciano nella passe, mentre la corrente è entrante, e ti vengono a riprendere dal lato opposto. In pochissimo tempo, e senza nuotare, ti ritrovi con un mondo di coralli e pesci attorno a te. Non riesci a rallentare, la corrente è troppo forte, peccato, perché l’esperienza è davvero bella, ma dura anche poco.  
Ritornati in pensione è quasi ora di cena, il tempo di una bella doccia calda, giusto per riprenderci un po’ da tutta l’acqua presa durante il tragitto in barca!
Anche stasera ottima cena e splendida compagnia. Per domani però decidiamo di rinunciare ad un’altra escursione, non ce la sentiamo ad affrontare nuovamente un’ora di onde.

25/06/09
Subito dopo colazione eravamo ancora indecisi su cosa fare, così il tempo ci ha dato una mano... ha piovuto, un bell’acquazzone di 1 oretta circa, niente di più, poi il sole è tornato alto in cielo come se niente fosse accaduto.
Abbiamo deciso di fare un giro in bici fino al “paese”, ben 12km in andata e altrettanti al ritorno! Una vera sfacchinata con quelle finte biciclette. Siamo andati alla posta e lungo il tragitto abbiamo comprato dell’acqua in un market di passaggio. Un cocco per poco non ci ammazzava, così ce lo siamo portati in camera per uno spuntino pomeridiano. Per pranzo siamo tornati allo snack sul molo e abbiamo preso l’immancabile bistecca di tonno. Dopo pranzo tanto relax in spiaggia, ancora una volta ottima cena e poi a letto.

26/06/09
Stanotte purtroppo sono stata malissimo, forse ieri tutta quella fatica sotto il sole. Così di mattina Giovanni ha preparato i bagagli e io ho dormito fino all’ora di pranzo. Alain ci ha riaccompagnato in aeroporto e alle 16,30 eravamo già a Fakarava.
Io stavo ancora un po’ male e non mi sono goduta tanto la prima serata nella nuova pensione, ma l’impressione generale che ho avuto è stata positiva.
Tanto per cominciare l’isola mi è sembrata già diversa. Il proprietario dell’Havaiki è venuto ad accoglierci con la collana di fiori e prima di accompagnarci in camera ci ha fatto fare un giro con il pulmino. Praticamente per strada non si vede nessuno, ma le strade stesse sono più nuove e il verde attorno sembra più curato. Il bungalow è sulla spiaggia, proprio a 1 metro dall’acqua e il mare è una meraviglia, per non parlare dell’esposizione, sempre al sole, fino al tramonto. La stanza è piccola, ma curata nei particolari, pulita e poi... che cosa devi fare in camera? il letto c’è, e le 8 ore di sonno te le puoi fare tranquillamente. Hai il mare più bello che esista, cosa vuoi la televisione?
In effetti i soliti italiani che si lamentano li ho beccati. In questa pensione non c’è l’acqua calda, ma già si sapeva, quindi che ti lamenti a fare? Poi il bungalow ti sembra piccolo perché sei stata nei super alberghi, per me è bellissimo, meglio degli overwater visti al Kiaora di Rangiroa!
I proprietari in effetti non si vedono quasi mai, ma chi se ne frega! Con me sono stati gentili, gli ho detto che non stavo bene e mi hanno preparato una cena speciale con riso in bianco e frutta.
La sera abbiamo fatto sempre presto, più del solito, visto che ero ancora stravolta, ma mi sono “impasticcata” per benino e domani starò sicuramente meglio.

27/06/09
Stamattina sto decisamente meglio. Siamo scesi presto a fare colazione e poi sole e mare tutto il giorno. Alcuni italiani sono andati via, mi dispiace dirlo, ma meglio così, erano un po’ troppo sofisticati. Sono rimasti Cinzia e Errico a tenerci compagnia in questi ultimi tre giorni, dei ragazzi davvero simpatici.
A disposizione ci sono i kayak così ne abbiamo approfittato per fare un giro, in un mare praticamente senza corrente, piatto e azzurro come non mai. Per pranzo siamo andati in uno snack a due passi dalla pensione. Era suggerito anche nella guida, ma più che uno snack era un vero e proprio ristorante. Curato, particolare, accogliente, piatti originali e squisiti, come il proprietario, che si dava un sacco da fare, il locale era sempre pieno, nonostante nell’isola non ci fosse praticamente nessuno!marziasmall14 Pomeriggio ancora relax con i cani che ti tengono compagnia e che di tanto in tanto si tuffano in acqua per pescare qualcosa.Nella pensione c’è un pontile con un lagoonarium, dei pesci di grandi dimensioni rinchiusi dentro delle reti per far divertire il turista; mentre gli buttavamo del pane si è avvicinato uno squalo, ma è scappato via subito, neanche il tempo di una foto.Il tramonto qui è davvero mozzafiato, vale per tutti quelli visti finora.
A cena ancora un po’ di chiacchiere con i ragazzi e poi a letto, anche qui arrivati alle 21:30 ti spengono direttamente le luci, per dire “andatevene!!!”

28/06/09
marziasmall16Stamattina decidiamo di fare ancora un giro in kayak, stavolta vengono anche Cinzia ed Errico. Facciamo un lungo bagno su una spiaggia deserta (come del resto tutto qui attorno). L’unica cosa che manca in questo posto sono i pesci. Non se ne vedono neanche a cercarli tra i coralli, non so cos’è, forse sono tutti in vacanza!!
Stamattina ho mandato un sms a Bruno e Annunciata e abbiamo deciso di farli venire a pranzare nel “nostro” localino.
Così all’ora di pranzo andiamo con le bici al locale e riabbracciamo i nostri amici di crociera. Loro sono al Maitai, lì i pesci ci sono e ci invitano per il pomeriggio. Oggi per pranzo ho preso del pesce pappagallo in crosta di cocco... mamma mia che sapori, neanche il più grande chef!
Ritornati in camera ci organizziamo per il giro in bici fino al Maitai e si parte. Saranno non più di 5km, le strade sono piuttosto pianeggianti e abbiamo anche il vento a favore. Lo spettacolo per strada è assicurato, si vedono degli scorci dalla parte dell’oceano che ti fanno restare a bocca aperta.
Arrivati al Maitai si respira un’aria completamente diversa. D’accordo le camere sono moooolto belle, spaziose, comode, la sala da bagno è grande quanto tutta la nostra camera, ma piuttosto anonimo e impersonale, io preferisco l’Havaiki.
Ma qua i pesci ci sono, anche grandi. C’erano tanti pesci pappagallo, tantissimi, abbiamo visto anche 3 cernie e tanti pesci che somigliano a triglie.
Abbiamo conosciuto due ragazzi romani che domani, ahimè, partiranno con noi e ci siamo organizzati per ammazzare il tempo domani in giro per Papeete.
Nella strada del ritorno ci siamo fermati sul reef a fare qualche foto e a “rubare” qualche corallo e conchiglia. Lo potevamo fare???
Ci siamo goduti l’ultimo tramonto mozzafiato e scattato miliardi di foto, poi ultima doccia fredda e a cena. Avevo dimenticato di dire che qui i tavoli sono organizzati per nazionalità: super tavolata dei francesi e tavolo per 4 per noi italiani.
Stasera carne, delle buone bistecche, dopo quasi due settimane, un po’ di proteine ci volevano!

29/06/09
Ultima giornata, siamo un po’ tristi naturalmente, anche se il pensiero di tornare a casa e affrontare una nuova vita insieme è davvero allettante.
Decidiamo di non perdere neanche un istante e ci godiamo a pieno il mare eccezionale che abbiamo avuto la fortuna di avere tutto per noi.
A metà mattinata comunque abbiamo dovuto fare la valigia e già che c’eravamo, abbiamo fatto un giro alla fabbrica delle perle. In effetti conviene prenderle lì, si risparmiano tanti bei soldini, ma quelle che ho visto però non erano certo di gran qualità, io a Bora ho preso una qualità B, ma aveva praticamente una sola imperfezione e con il montaggio sembra una A, perfetta, tonda e nera, qui invece erano più sul grigio e soprattutto poco luminose.
Ancora una volta siamo andati a pranzo nel nostro locale preferito e come ultima giornata ho scelto il poisson cru. Peccato che stavamo per perdere l’aereo! C’era davvero confusione, abbiamo aspettato più di un’ora per poter ordinare, neanche nel più affollato locale di Catania di sabato sera!
Lasciamo Errico e Cinzia e il nostro meraviglioso mare con le lacrime agli occhi.
Il viaggio è sicuramente costoso, oltre che lontano, e non credo che ci capiterà di tornare, ci sono ancora tanti posti nel mondo da vedere, ma la Polinesia è davvero eccezionale.
Il resto della giornata l’abbiamo trascorsa in giro per gli aeroporti di tutto il mondo. Abbiamo incontrato i ragazzi di ieri, Nadia e Fabrizio, con un taxi siamo andati in centro a Papeete. Il mercato purtroppo era chiuso, avrei voluto comprare dei fiori da portare in Italia. Siamo andati a mangiare alle roulotte e poi siamo ritornati in aeroporto. L’aereo era alle 23:30, piuttosto tardi per noi abituati ad andare a letto non più tardi delle 21.
Il ritorno è stato piuttosto faticoso, se la vacanza è finita, non si dovrebbero prendere tutti questi aerei, ci vorrebbe il teletrasporto.
Che dire... ho già scritto abbastanza, adesso mi rimangono i ricordi e le foto.
Spero di non avervi annoiato troppo, anzi spero di avervi fatto sognare, come i vostri racconti avevano fatto sognare me.

Nanà
 
Oct
08
2009
Polinesia Francese: perchè si e perchè no!

Il sogno di tutti, o almeno di chi ha già visto qualche foto, la proposta per eccellenza sui viaggi di nozze, il mito del mare dai colori incredibili, la famosa Bora Bora... ma...  ne varrà veramente la pena?  Noi festeggiamo il nostro decimo anniversario di matrimonio ma non vogliamo certo passarlo con un “banale” viaggio super organizzato in resorts a cinque stelle (non è proprio nel nostro stile!) E allora via … si parte per la Polinesia Francese con tantissime attese ma anche con qualche dubbio.

02 luglio 2009

Il 1° perché sì riguarda il viaggio: non è così duro come sembra! Noi abbiamo viaggiato con Air Tahiti Nui da Parigi a Papeete con sosta di un’ora a Los Angeles partendo la mattina alle 11.30 e arrivando (merito del fuso!) lo stesso giorno alle 21.30 (ma in Italia erano le 9.30 del mattino dopo). Con una pastiglia di melatonina, alle 24.00 ci siamo addormentati come ghiri.

03 luglio

La giornata dedicata a Papeete si apre alle 6.00 con un sontuoso american break-fast all’hotel Tahiti Nui, eccezionale con la fame che avevamo, ma alla modica cifra di 50 euro. La prima visita è dedicata al mercato con le sue svariate merci e ai primi acquisti (col senno di poi si poteva comprare qualcosa in più poiché nelle altre isole abbiamo trovato tutto molto più caro ma... era il primo giorno!). Alle 11.00 prendiamo una C1 al noleggio AVIS a 95€ da consegnare entro le 17.00 e partiamo per il giro dell’isola (ca. 140 KM) alla ricerca di grotte e cascate. In confronto a quello che vedremo in seguito, questa gita non resterà certo nella ns. memoria, ma meritava comunque farla. La sera la stanchezza si fa sentire e quindi cena alla roulotte di chez AhLeon con steak (in vista delle scorpacciate di pesce) and frites e alle 20.30 a nanna.

04 luglio

Il 2° perché sì si chiama Raimiti (www.raimiti.com) ed è la pensione sull’isola di Fakarava, nell’arcipelago delle Tuamotu, nella zona sud a un’ora e ½ di barca dall’aeroporto. Avevamo già letto di questo posto, avevamo visto il sito, l’agenzia Kia Ora alla quale ci siamo appoggiati (e che consigliamo vivamente per l’organizzazione, che, per una volta ci ha fatto tradire la nostra ottima Sanur Viaggi di Dossobuono!) ce lo aveva consigliato, ma non avremmo mai pensato che fosse così bello, nella sua incredibile semplicità. Ci arriviamo verso le 9.00 e l’accoglienza di Patea (il capitano) con Rutu e Castore, due simpaticissimi cani da pesca (perché si tuffano dalla barca alla velocità della luce quando vedono un pesce!), insieme con i colori del mare, del cielo, delle palme e con il minuscolo ristorante di paglia senza porte né finestre ci fanno subito emozionare e capire che anche questa volta abbiamo scelto la struttura giusta per noi. Semplice, familiare e silenziosa. Qui a Raimiti si sente proprio il rumore del silenzio. Cosa dire poi del bungalow vista oceano, delle lampade a olio che illuminano la stanza alla sera (non esiste elettricità) e di una splendida luna piena, di fronte alla quale ascoltiamo il suono delle onde dell’oceano? La coppia d’italiani che è già qui da qualche giorno ci avvisa che la cucina è superba e, a pranzo, ne abbiamo subito un assaggio con una deliziosa insalata di granchio all’ananas. Per cena c’è la conferma, con ancora dell’ottimo pesce. Ce ne andiamo felici a dormire alle 20.45.

05 luglio

Alle sei, lasciando le tende completamente aperte, ci sveglia il chiarore dell’alba e il fragore delle onde che sono il sottofondo continuo nella notte (se avete problemi con il rumore, chiedete i farè vista laguna, dove ci sarà più silenzio). La mattina scorre veloce tra sole, snorkeling e kajak. Il pomeriggio Patea ci porta alla pass di Tetamanu dove avvistiamo per la prima volta qualche bello squalo pinna nera con tentativo anche di inseguimento per ripresa fotografica. Il ritorno in barca è un po’ freddoloso ma nello stesso tempo riscaldato anche da un rosso tramonto.

06 luglio

Giornata piena di attività (!!!): la mattina andiamo alla spiaggia rosa, una lingua di sabbia dalla quale si può arrivare a tante piccolissime spiagge grazie alla bassa marea. Girandosi intorno a 360° il panorama è davvero “da lacrima” e i colori sono indescrivibili, per non parlare del silenzio totale. Il capitano ci viene a riprendere dopo qualche ora con i fedeli Rutu e Castor. A pranzo mangiamo per la prima volta il famoso poisson cru che ci soddisfa in pieno. Il pomeriggio con Fransis andiamo alla Lune, una baia con l’acqua bassissima dove i pesci sono proprio a portata... di mano. La merenda la facciamo con lime e molluschi di tridacne pescate in diretta da Fransis, che infine ci porta a caccia di conchiglie sul reef dove l’oceano entra fragorosamente nella laguna. La cena... c’est super! Come sempre con tartara di tonno, fresco di tre ore, dato che Erik l’ha pescato sotto i ns.occhi, dolphin fish, patate, banane arrosto e ananas flambè.

07 luglio

Oggi siamo gli unici ospiti della pensione insieme a due signore polinesiane, parenti del capitano, e facciamo una bellissima gita familiare. Partiamo, infatti, tutti (noi due, le polinesiane, Erik, la figlia e il capitano con la piccola Avai di un anno, Fransis e Teaki, un bimbo di dieci anni che abita al villaggio a nord e che passa le vacanze al Raimiti. Naturalmente non possono mancare Rutu e Castor; sembriamo proprio un’allegra famiglia in gita domenicale e questo è il nostro 3° perché sì. Ci dirigiamo alla pass di Tetamanu dove ci immergiamo per un incontro vis à vis con gli squali pinna nera di ca. 1,5 metri e con i dolcissimi pesci napoleone.

08 luglio

Oggi è il giorno della partenza e il comitato di arrivederci lungo il molo è commovente, ci sono proprio tutti, cani compresi, a sventolare mani e fare grandi sorrisi. Il pomeriggio è dedicato al trasferimento a Papeete e poi a Raiatea, dove per la notte alloggiamo al Sunset Beach in un delizioso garden bungalow riempito (nel vero senso della parola!) di fiori! Per cena ci portano al ristorante della Marina ma, col senno di poi, il ristorante da Michelle in paese... c’est super!

09 luglio

Finalmente arriva il giorno dell’incontro con il Gulliver (www.gullivercrociere.it) e con Michele e Ludovica che ci conquistano subito per simpatia e cordialità. Il giro dell’isola con Michele è una fonte di scoperte incredibili, ogni singola pianta, fiore, frutto, punto panoramico, qualsiasi cosa merita una spiegazione e, al ritorno, Ludo dice che Luca “ha le stelline negli occhi” tanto è felice. Per cena sperimentiamo la loro abilità culinaria con deliziosi gamberetti al curry e banane alla vaniglia e loro capiscono subito che la cambusa sarà svuotata in settimana, dato che anche i nostri simpaticissimi compagni di barca, Carlo e Carmen, dimostrano subito, come noi, di apprezzare la buona cucina! Le chiacchiere si protraggono fino alle 22 quando il capitano manda tutti a nanna.

10 luglio

La giornata inizia presto e alle 6.30 siamo tutti a colazione, ansiosi di partire, con Ludo che ci fa sbellicare dalle risate con alcuni suoi racconti. Purtroppo il tempo non ci assiste e inizia subito una leggera pioggerellina che ci demoralizza molto. Ancoriamo a Taha per un bagno e poi andiamo all’Hibiscus per vedere le tartarughe. Il tramonto dal molo è insuperabile e tutt’intorno è silenzio e questo vale il nostro 4° perché sì.

11 luglio

Siccome siamo degli eterni ottimisti ci sforziamo di non vedere i nuvoloni neri e di non sentire la pioggerellina che ci accompagna verso il motu di Norbert e il suo giardino di corallo, un personaggio davvero unico, lo potremmo definire “un gigante buono”, ma non raccontiamo altro per non svelare “le sue caratteristiche” così come non diremo nulla di Mama Naumi perché le parole non potrebbero descrivere la dolcezza di questa nonnina sorridente che crea capolavori con le conchiglie. La passeggiata verso la casa è una delizia per tutti i fiori e piante che s’incontrano, bellissime anche solo per le foglie dai colori e dalle forme più diverse.

12 luglio

Oggi è il giorno della traversata in oceano verso Bora Bora, dove mettiamo alla prova la nostra tempra di marinai. Il capitano dice che il mare era in condizioni normali con qualche bella onda e nel complesso l’esame di quattro ore di navigazione nel Pacifico lo abbiamo superato bene. Le acque turchesi di B.B. ci attendono per il primo bagno davanti al B.B.Yachting Club dove al tramonto scendiamo per l’aperitivo.

13 luglio

Giornata davvero particolare con la mattinata dedicata alle perle per le quali abbiamo deciso, a priori, di fidarci di Michele (non le abbiamo prese a Papeete proprio per questo). Ci accompagna lui, infatti, in un negozio di cui si fida (e quindi anche noi) dove ci immergiamo nei mille colori, nelle luci e nelle sfumature di queste delizie agli occhi delle gentili fanciulle che escono tutte con le loro borsettine, me compresa, aiutate nelle scelte dalle due titolari, come al solito di una cordialità e gentilezza fuori dal comune (anche in Italia i commessi devono vendere ma il trattamento è ben diverso!). E anche questo per noi è un buon perché sì (il 5°). La serata invece merita qualche parola in più perché noi sapevamo già che in luglio i polinesiani festeggiano l’Heiva, una festa nazionale, celebrazione della cultura maohi, con concorsi di musica, danza, canto, gare di piroga e di portatori di frutta, ma non avevamo idea di quale esperienza meravigliosa sarebbe stata assistere a Bora Bora all’esibizione di due gruppi di musicisti e danzatori che ci hanno fatto davvero girare la testa per i colori dei costumi, la fantasia dei copricapi, la bellezza dei corpi scolpiti (uomini e donne!) e la coreografia organizzata dai mahu, personaggi effeminati, molto apprezzati in alcuni settori proprio per la raffinatezza e la qualità del loro lavoro. In numerose famiglie polinesiane, ancora oggi, il figlio maggiore è allevato come una figlia e talvolta anche in età adulta ne mantiene gli atteggiamenti. Michele, in modo molto discreto, ce ne ha indicati molti, che noi scambiavamo come delle belle ragazze.

Nelle guide queste cose naturalmente sono scritte, ma le spiegazioni, i dettagli, le note storiche che in questi giorni Michele ci ha sempre raccontato pazientemente rappresentano il ns. 6° perché sì. Lui e Ludovica sono davvero quel qualcosa in più che fanno di questa vacanza  una vera esperienza di viaggio. Sono proprio una coppia perfetta, complementari ed entrambi importanti per la vita a bordo del Gulliver. Il ns. consiglio, tornando all’Heiva, è di organizzare il viaggio, se il periodo coincide, in modo da inserire una serata di danze e musica che non sono studiate per il turista, ma vissute dai locali per il loro unico piacimento. E’ forse poco per il ns. 7° perché sì?

14 luglio

Oggi è la festa nazionale francese e quindi anche polinesiana per la presa della Bastiglia. Noi facciamo il giro dell’isola alla ricerca della mitica laguna blu che è proprio sensazionale. Le sfumature del blu ci sono tutte, dal più intenso al più tenue e nuotarci in mezzo è paradisiaco. A dire la verità colori di questa intensità li avevamo anche già visti e a pochi km da noi, con annessa spiaggia rosa, con una piccola differenza (che per noi fa un’enorme differenza). Nella turistica e famosa Bora Bora eravamo in sei sul Gulliver, con un’altra barca a vela a qualche centinaia di metri di distanza e la vista (che un po’ ci disturbava!) di qualche overwater dei resorts super lusso dove non si vedeva anima viva perché probabilmente chi ci soggiorna passa il tempo o all’interno dei bellissimi bungalow o nelle meravigliose piscine innaturali all’interno dei resorts o meglio ancora nelle polinesiane jacuzzi. Per fortuna che il mondo è così vario da permettere invece a noi di pinnare in mezzo alla laguna fino al motu deserto e ammirare Carlo che, clava alla mano, ci offre una deliziosa noce di cocco. Questa è la differenza rispetto alla ns. seppure bellissima Sardegna con il suo arcipelago della Maddalena, dove sbarcano ogni 15 minuti flotte di turisti incivili e sbraitanti.

15 luglio

Come tutte le cose belle anche il ns. soggiorno sul Gulliver sta per terminare, con molto dispiacere ma anche con la consapevolezza che la convivenza con Michele e Ludo ci ha certamente trasformato il viaggio da “naturale” a “culturale”, facendoci assaporare, oltre i lori magnifici piatti polinesiani, tutti i loro racconti con grande interesse. E aggiungiamo pure la piacevole conoscenza dei due simpaticissimi “baresi a Central Park” che speriamo di poter andare presto a trovare nella loro masseria in Puglia. Gli ultimi due giorni li passiamo a Moreea che, inizialmente considerato l’unico errore del viaggio perché troppo “normale”, si rivaluta invece proprio per la sua tranquillità. Soggiorniamo all’hotel Les Tipaniers, in un “vecchiotto” bungalow immerso in un bel giardino fiorito, di fronte ad una bella laguna dai colori polinesiani. Il primo pomeriggio lo passiamo in bici a curiosare nei piccoli negozi lungo la strada.

16 luglio

Oggi giornata intera di relax  alla spiaggia, con grande dispiacere però quando scopriamo che è praticamente impossibile fare il bagno e snorkeling per la corrente forte presente mattino e pomeriggio.

17 luglio

Oggi, nonostante la tristezza per la partenza, ci divertiamo un mondo. Dopo aver preparato i bagagli e lasciati in custodia all’hotel, visitiamo la vicina Tahiti Aromes, la più grande coltivazione di Tiarè della Polinesia, con “usine” per la macerazione, distillazione e produzione del mitico Monoi di Tahiti, un olio profumatissimo per il corpo. La guida ci spiega che le loro essenze, compreso cocco, vaniglia e sandalo, sono esportate e utilizzate come base per i grandi profumi europei (Chanel, Esteé Lauder...). Proprio il profumo e la semplicità del fiore, simbolo della P., rappresentano il mio personale 8° perché sì. Il semplice gesto, la mattina presto, di raccogliere un fiore profumatissimo (Tiarè o Frangipane) o colorato (Hibiscus) e metterlo nei capelli non può far altro che rendere la giornata gioiosa ed è questo, secondo me, il motivo per cui le donne polinesiane sono sempre sorridenti e affascinanti, più o meno belle che siano. Alle 11 ci avviamo al noleggio di una spettacolare bugster, un trabiccolo di auto con cui facciamo il giro dell’isola (4h 60 euro), ridendo come bambini a Natale per l’imbragatura che ci avvolge. Tra le soste per gli ultimi souvenirs, il pranzo con birra e baguette sopra il Sofitel Hotel e la salita al belvedere per il panorama sulle due baie (l’ideale sarebbe andarci prima delle dieci per non avere il sole di fronte), ci ritroviamo alla fine della ns. vacanza.
Ci dispiace proprio aver sentito dall’ultima coppia d’italiani incontrati che la loro esperienza polinesiana non è stata memorabile perché la barriera corallina non è confrontabile con quella di Sharm, dove loro si sono anche divertiti di più che non nei due grandi e lussuosi resorts dove hanno alloggiato a Bora Bora e Moreea, nei quali non hanno neanche mangiato bene perché nessuno ha indicato loro i tipici piatti polinesiani e le loro caratteristiche... E poi il colore del mare lo abbiamo anche in Italia, magari senza pesci tropicali!
E noi... siamo stati in rigoroso silenzio perché altrimenti avremmo dovuto dire che la ns. Polinesia forse era in un’altra parte del mondo, che noi la barriera l’abbiamo vista, forse non nella laguna blu di Bora (!), che abbiamo nuotato con i piccoli squali pinna nera, gratis (!!!) senza nessuna escursione organizzata, che abbiamo anche visto la manta (che c...), che noi abbiamo mangiato pietanze squisite, conosciuto e scambiato qualche parola con personaggi come Norbert e Mama Naumi o visto Erik al Raimiti che si immerge con le bombole in pareo, camicia e berretto da baseball. Noi però abbiamo letto tanto prima di partire e abbiamo fatto tre scelte azzeccatissime: Fakarava con il Raimiti, il Gulliver con Michele e Ludo e Kia Ora viaggi.
E, per finire... i perché no (=non fare questo viaggio)... noi proprio non li abbiamo trovati.

MAURURU POLINESIA

 
Jan
13
2009
Partenza per Bora Bora, un ritaglio di vita di bordo, di emozioni polinesiane (di Ludovica)
Tra poco sorgerà l’alba. Tra le palpebre socchiuse s’insinua ancora il colore della notte che però non è già più notte. Un’eco di luce ancora soltanto intuibile si fa strada tra le ciglia ancora rapprese di sogni incompiuti e di veglia: c’è ludosmall1stato vento stanotte, vento forte e la barca si è trasformata in un’orchestra fantasma. Folate d’aria astiose hanno usato il tangone legato alle draglie di prua come un improbabile zufolo, melodie d’aria hanno circondato le sartie vibranti, la cima d’ormeggio alla boa non ha smesso il suo contrappunto di strattoni, vibrante tensione, strappate da brivido; il generatore eolico ha fatto da basso continuo in un’alternanza di toni musicali per una sinfonia profonda e potente al suono della quale il Gulliver ha danzato tutta la notte, dandoci un ritmo fatto di sonnellini veloci e di scappate fuori per controllare che tutto fosse a posto.

Io mi sono alzata soltanto una volta, ed anche in quest’unica volta i miei passi erano già stati preceduti da quelli di Michele: lui e il Gulliver sono la stessa cosa, anzi, il Gulliver è lui. Le altre volte ho guardato nel chiarore lunare passare veloce l’ombra del suo passo leggerissimo, veloce e rapido come quello di un animale predatore. Le sartie, l’alberatura, le vele hanno radice e principio direttamente dai suoi nervi, dai suoi tendini, dai suoi muscoli e dal suo cuore. Nel ventre della barca, mentre distillo tra i colpi di coda del sonno questo pensiero, vivo la precisa sensazione che lo scafo, il ponte, tutto ciò che mi circonda non siano altro che un abbraccio di Michele.

Lo scroscio dell’acqua che cade e tamburella sulla laguna mi sveglia del tutto. Se c’è ancora vento non si partirà per Bora, e mi dispiace da morire. Tra pochi giorni rientrerò in Italia e lascerò tutto questo, ma so con certezza che “tutto questo” non lascerà me, mi accompagnerà come un’aureola di pensieri, di colori perfetti, di sensazioni brillanti, voci e sorrisi di questa gente accesi nel pensiero come luci, le parole scambiate nel mio buffo francese, le emozioni trasmesse e ricevute, i colori del mare, del cielo, del tutto e del niente, qui tutto è colore. Anche le emozioni, anche i ricordi.

Quando nella baia di Tapuamanu in cui ora siamo arriva il crepuscolo, lascio la mia isola galleggianteludosmall2 e ritorno al mare. Scendo per la scaletta lungo i fianchi lisci del Gulliver e scivolo in acqua, nuoto tranquilla incontro al sole che sprofonda veloce nelle acque della laguna che sono tutto un incendio: colori pastosi e violenti si impadroniscono anche di me e della mia pelle bagnata tingendomi di giallo, di rosso, di viola, del buio della notte, uno strano pesce tropicale che scivola in superficie ubriaco di colori, del profumo della notte che mi inonda, dell’acqua viva e pulita. Mentre ritorno verso la barca nuotando piano senza fare rumore, ascolto la voce delle sule radunate in folti stormi tra il fitto degli alberi e delle palme lungo le pendici della montagna. Chiazze di richiami sempre più rapidi e sommessi, finchè il suono diventa un unico richiamo sussurrato senza più eco tra il verdenero del fogliame, finchè tutto tace, sprofonda in un silenzio che lascia il posto al ronzio dell’universo,al bagliore di questo cielo polinesiano inimitabile, planetario, di una bellezza che toglie il respiro. Giove lascia la sua scia sulle acque dormienti,le segna con un battesimo di luce d’argento.
Colori, sapori.

La pastosità del “po’è” di tarò, un purè denso e morbido profumato con latte di cocco; il pesce madreperlaceo per la tanta freschezza mangiato crudo con fresche verdure ricche di sapore, il pesce “mai-mai” cotto con le mandorle, la vaniglia e il latte di cocco.. le banane Fei, arancioni e succulente, avvolte in sottili fette di pancetta, rosolate e dal vago sapore di zucca al forno… le mani di Michele, mani di un uomo che sa vivere un sogno.

ludosmall3Mi lascerò tutto alle spalle, salirò la scaletta dell’aereo e sparirò in un altro ventre tondo che navigherà nell’aria, lontano da questa manciata di sabbia perduta nell’oceano: “moana”, il blu, l’onda, le isole ancorate in questo mare di meraviglie.
Metterò di nuovo le scarpe, i piedi chiusi e riposti come biancheria in un cassetto, privi della forza che mi fa scivolare nell’acqua verdeblu e vagabondare con i pesci sotto lo scafo del Gulliver.
Lascerò la magia degli incontri con i grandi animali che vivono nell’acqua, con i delfini che tante volte sono stati i compagni dei nostri rientri dall’oceano alle acque sicure e splendenti delle lagune, i corpi lucidi saettanti nell’aria in un trionfale carosello di benvenuto.

Lascerò la Polinesia.

Ma non ora, non adesso. La pioggia è cessata, Michele si muove, il Gulliver è sveglio. Presto, via gli stracci di sonno che impastoiano le gambe, c’è già nell’aria il profumo del caffè, si parte, finalmente si parte, si toglie il cordone ombelicale che ci legava alla boa, il motore mormora, bisogna preparare la barca per la navigazione, controllare le vele, la direzione del vento.

In lontananza si vedono i baffi di spuma che si levano dall’onda bianchissima che frange sul reef, la barriera esterna.
 
Dec
22
2008
Diario di Viaggio di Rossella e Marco
Chi leggerà questo racconto è stato o sta per andare in polinesia: inutile quindi scendere nei dettagli per cercare di descrivere le immagini e le emozioni che ci portiamo dietro dopo questo viaggio... sappiamo che non possono rendere l’idea. Quindi quello che vogliamo fare è cercare di raccontare non quello che abbiamo visto, ma quello che è rimasto più forte, quello che rifaremmo anche domani, e quello che ci sentiamo di sconsigliare a chi si appresta a fare un viaggio di polinesia. Perché si, è vero... C’è modo e modo di vederla!!!!! Abbiamo organizzato il nostro viaggio mettendo dentro un po’ di tutto: crociera in barca a vela, over-water in resort, pensioncina senza energia elettrica... Questo è il risultato... GULLIVER... MON AMOUR!!!!!!!!!!: se ci dicessero che ci è rimasta un’unica ultima possibilità di viaggio nella vita, e ci chiedessero di scegliere l’utima meta, torneremmo in polinesia, ma non ovunque... solo sul Gulliver!!!! Un’esperienza che va oltre il semplice viaggiare, perché questa settimana per noi ha significato SCOPERTA, AMICIZIA, ALLEGRIA, ci ha permesso di riscoprire l’emozione della vita semplice, senza orologio, senza scarpe, senza preoccupazioni. Michele e Ludovica sono stati due affettuosi zii, e insieme a Laura e Luca abbiamo creato una ciurma meravigliosa!!! E sul taxi che ci portava verso Vaitape, al termine della crociera, mentre eravamo tutti e quattro in lacrime e alla ricerca di fazzolettini dentro gli zaini, la tassista ci ha chiesto mentre guardava dallo specchietto retrovisore capitano e nostromo (Micky e Ludo) continuare a salutarci “siete una famiglia?”... si, lo siamo stati per una indimenticabile settimana. Grazie ancora!!!! LE ISOLE CHE ABBIAMO VISTO IN CROCIERA: RAIATEA ci è piaciuta molto. Abbiamo fatto un giro in macchina dell’isola ed è l’unica di cui abbiamo visto l’interno... paesaggi selvaggi e primitivi, piantagioni di frutta, foreste di bambù. Abbiamo anche visitato i marae, luoghi di culto dove il nostro skipper ci ha dato delle splendide lezioni sulla storia e tradizioni della civiltà polinesiana. TAHAA, un’altra splendida isola. Ci rimarrà per sempre nel cuore lo splendore dei giardini di corallo dove abbiamo fatto snorkeling ed la dolcezza disarmante di Mamà Naumi (e anche la dolcezza dei due caschi di banane che ci ha regalato!!!). A largo di Tahaa abbiamo vissuto una delle più belle esperienze di tutto il viaggio: la liberazione della tartaruga “BubiDu”, adottata al centro di recupero dell’Hibiscus e accompagnata verso la libertà. Non dimenticheremo mai l’emozione di questo incontro!!!!!! BORA BORA... un’isola che sicuramente merita la fama che ha. La laguna di Bora è davvero meravigliosa, ed il profilo della sua montagna al tramonto è un’immagine unica.E’ vero che è l’isola più turistica, ma non abbiamo assolutamente avuto l’impressione di un luogo che si sta ricoprendo di cemento... anzi!!!!! LE MERIDIEN BORA BORA: tre notti in over-water. Bella struttura, bellissima spiaggia, ottimo servizio:ci siamo trovati bene! Abbiamo fatto il bagno con le tartarughe del loro “centro recupero”, ci siamo rilassati un po’ sotto il sole ed abbiamo apprezzato davvero tanto la vista notturna dal pavimento trasparente del nostro bungalow. Uno dei tre giorni lo abbiamo trascorso in escursione a Maupiti... Che dire... nonostante siamo stati bene, se rifacessimo il viaggio non ci torneremmo. Perché si, è bello rilassarsi e godersi un po’ la vita in queste strutture dove non manca niente, le comodità sono tutte a portata di mano, si può mangiare di tutto e anche di più... Ma, la polinesia era un po’ lontana, era come osservata da dietro una vetrina. Ci siamo sentiti come all’improvviso allontanati da quella realtà che ci aveva invaso i sensi per una settimana. Quindi, consigliabile per chi va per la prima volta in polinesia come piccolo intervallo di comodo relax, non più di tre notti (se non fosse stato per l’escursione a Maupiti, il terzo giorno a le meridien non avremmo saputo cosa fare), ma se ne può fare anche a meno.MAUPITI: breve considerazione su questa splendida isola... ho detto a mio marito che se un giorno mi perdo, mi dovrà andare a cercare là... E’ un piccolo gioiello, selvaggia, bella... una bora bora in miniatura dove il turismo sembra non sia mai arrivato. MERAVIGLIOSA!!!!! Una delle giornate più belle trascorse in polinesia FAKARAVA PENSION RAIMITI: un’altra mossa vincente del nostro viaggio!!! Qui eravamo ad un’ora e mezza quasi di motoscafo veloce dall’unico villaggio abitato di Fakarava, vicino alla pass Sud. 5 o 6 capanne sulla spiaggia, un ristorante... il tutto senza porte né finestre, senza energia elettrica. Due cani, Rutu e Castor, ad accompagnarci durante le escursioni, 2 simpaticissime coppie di polinesiani a gestire il nostro soggiorno. Siamo stati a fare snorkeling alla pass Sud, in mezzo a squaletti pinna nera, razze e simpaticissimi pesce napoleone, siamo stati su una spiaggia dalle sabbie rosa, dove i cocchi quasi toccavano il mare. Acque limpide di tutte le sfumature dell’azzurro, silenzio e pace.Dopo cena, dopo aver spento le candele e i lumi del ristorante, si rimaneva un’oretta a chiacchierare con le altre coppie di ospiti: sopra di noi un po’ di cielo tra la stelle, ma proprio poco poco... mai visto nulla di simile. E i rumori della natura a farci compagnia durante la notte... E’ stata un’esperienza che ci ha permesso di fare un’ulteriore stacco dalla nostra realtà quotidiana, che ci ha portato ancora più lontano nello spazio e nel tempo. E’ stato davvero uno shock tornare alle nostre vite... e avere a che fare con questo “mal di polinesia” di cui avevamo sentito parlare ma che non credevamo veramente possibile fino a quando non l’abbiamo sentito sulla nostra pelle. Non siamo il tipo di persone che tornerebbero due volte nello stesso posto, ma in polinesia torneremmo infinite volte: ci abbiamo lasciato un pezzettino di cuore. Grazie a TUTTI VOI, per i preziosissimi consigli che abbiamo trovato su questo sito, grazie alle ragazze di Kia Ora per la loro gentilezza e la loro professionalità, grazie ancora alla nostra ciurma!!!! Rossella e Marco
 
Nov
21
2008
Il Video di Claudia e Max

Ricevo volentieri un filmato ricordo della crociera sul Gulliver.
E' fatto molto bene e ringrazio Claudia e Massimo

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